{"id":22410,"date":"2021-05-06T13:01:10","date_gmt":"2021-05-06T11:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nycwebdesign.eu\/webdesign\/amp-un-google-update-anticipa-laddio\/"},"modified":"2021-05-06T13:01:10","modified_gmt":"2021-05-06T11:01:10","slug":"amp-un-google-update-anticipa-laddio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nycwebdesign.eu\/webdesign\/amp-un-google-update-anticipa-laddio\/","title":{"rendered":"AMP: un Google Update anticipa l&#8217;addio"},"content":{"rendered":"<p> <br \/>\n<\/p>\n<div>\n<p>Google introdusse la tecnologia <strong>AMP<\/strong> (<em>Accelerated Mobile Pages<\/em>) con lo scopo di fornire uno strumento che permettesse di velocizzare il caricamento delle pagine Internet sui dispositivi mobile. Allora era gi\u00e0 chiara l\u2019intenzione da parte di Mountain View di favorire il posizionamento dei contenuti <strong>mobile first<\/strong> su quelli concepiti per il Desktop e ci\u00f2 determin\u00f2 un\u2019adozione molto diffusa di AMP proprio da parte dei titolari di siti Web che temevano di essere superati in SERP (<em>Search Engine Result Page<\/em>) dalla concorrenza.<span id=\"more-403125\"\/><\/p>\n<h2>AMP: una scelta obbligata?<\/h2>\n<p>AMP per\u00f2 non garantiva unicamente dei vantaggi, ammesso che quelli promessi fossero effettivamente ottenibili in cambio di sottostare alle ferree specifiche del progetto, e gi\u00e0 nell\u2019immediato il suo funzionamento non manc\u00f2 di suscitare diverse perplessit\u00e0. In sostanza infatti le pagine AMP non sono altro che delle copie ottimizzate di altre pagine Web (o pagine \u201ccanoniche\u201d) scritte utilizzando un markup simile all\u2019HTML ma con caratteristiche proprie.<\/p>\n<p>I contenuti proposti in questo modo, e raggiungibili tramite i risultati delle ricerche su Google, vengono serviti sotto forma di copie cache attraverso i server della societ\u00e0 californiana che offrono certamente prestazioni elevate ma sottolineano quella che \u00e8 probabilmente la principale criticit\u00e0 di tale tecnologia: tutto il traffico prodotto passa per i Data Center del motore di ricerca pi\u00f9 grande del Mondo.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019esistenza di questo problema, per il quale in molti non hanno potuto fare altro che interpretare AMP come un nuovo sistema escogitato da Big G per attrarre utenti verso la propria piattaforma, il rischio di perdere punti in termini di posizionamento ne ha sostanzialmente imposto l\u2019impiego in un gran numero di siti Web. <\/p>\n<h2>Il tramonto di AMP<\/h2>\n<p>Fortunatamente tale situazione sembrerebbe destinata a cambiare grazie ad un aggiornamento dell\u2019algoritmo di Google che diventer\u00e0 operativo entro giugno. In seguito alla sua implementazione tutte le pagine in grado di conseguire un punteggio elevato in termini di <em>Page Experience<\/em> potr\u00e0 vedere i propri contenuti in evidenza, questo significa che i gestori delle pagine Internet non saranno pi\u00f9 obbligati ad utilizzare AMP per posizionarle in modo soddisfacente. <\/p>\n<p>Tele decisione sarebbe stata motivata dall\u2019osservazione che non di rado le pagine AMP non riuscirebbero a conseguire gli stessi risultati delle pagine standard per quanto riguarda la Page Experience, dal punto di vista di questa metrica infatti il fatto di non poter utilizzare liberamente script JavaScript personalizzati, o altre soluzioni basate sulle tecnologie standard per il Web, rappresenta un vero e proprio limite.<\/p>\n<p>Il framework AMP consente s\u00ec di replicare molte delle funzionalit\u00e0 ottenibili con altre librerie ma paradossalmente ci\u00f2 rischia di riflettersi proprio sulle performance che dovrebbero essere il punto di forza di questa tecnologia.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che un aumento dei tempi di caricamento delle pagine si traduce molto spesso in una flessione delle revenue, tanto che diversi titolari di siti Web che impiegavano AMP avrebbero lamentato una diminuzione delle conversioni in favore di un (ipotetico) miglioramento del posizionamento.<\/p>\n<h2>Cosa cambia con il Google Update di giugno<\/h2>\n<p>Inizialmente Mountain View aveva programmato il <strong>Page experience update<\/strong> per questo mese per poi rimandarlo al prossimo pur sottolineando che esso non dovrebbe avere particolari ripercussioni sui risultati di ricerca.<\/p>\n<p>Tra le altre novit\u00e0 attese vi sono per esempio l\u2019eliminazione del badge AMP (che per\u00f2 dovrebbe essere rimosso gradualmente), l\u2019esclusione di AMP come dotazione necessaria per l\u2019ingresso di Google News (sia su mobile che su Desktop) che la cancellazione del criterio che vedeva tale tecnologia indispensabile per visualizzare i propri contenuti nel carosello delle prime notizie in Google.<\/p>\n<p><em>Fonte<\/em>: <a href=\"https:\/\/searchengineland.com\/lets-get-things-straight-with-the-google-page-experience-update-fridays-daily-brief-348072\" class=\"text-link text-link--special\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\"><span class=\"underline\">Search Engine Land<\/span><i class=\"ico-external\"\/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><br \/>\n<br \/><a href=\"http:\/\/feedproxy.google.com\/~r\/htmlitedit\/~3\/yDAKlxu0bKY\/\">Source link <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Google introdusse la tecnologia AMP (Accelerated Mobile Pages) con lo scopo di fornire uno strumento che permettesse di velocizzare il caricamento delle pagine Internet sui dispositivi mobile. 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