Non è di certo un segreto: per ogni freelancer che si rispetti, la fase di primo approccio con un nuovo cliente è la più delicata dell’intero lavoro. Il professionista non deve solo essere un buono sponsor di se stesso, ma deve anche trasformarsi in una sorta di psicologo, per comprendere appieno le aspettative della controparte, carpirne il carattere, le modalità comunicative e il livello di fiducia. Tutto si complica, però, nell’eventualità ci si trovi di fronte a un cliente particolarmente confuso: un potenziale committente che, per quanto attratto dai servizi del professionista, non ha ben chiaro quali siano le sue esigenze o non riesce a esprimere le sue aspettative. Come comportarsi in questi casi? Perché i clienti sono confusi? L’eventualità di imbattersi in un cliente…
